header

 

 

AFFETTIVITA’ E SESSUALITA’ IN ETA’ GERIATRICA

~

Amore, sesso e sentimenti lungo il ciclo della vita.

Dott.ssa Galia Amurskaja

Psicologa (Univ. Bicocca Milano)

Psicoterapeuta (Scuola di Psicoterapia Sistemica Dialogica di Bergamo)

Sessuologa Clinica (AISPA)

Email: galia.amurs@gmail.com

Abstract

In questo articolo sono riportati i contenuti del mio intervento al convegno organizzato dalla Residenza Anni Azzurri San Sisto, tenutosi il 26 Ottobre 2017 dal titolo: AFFETTIVITA’ E SESSUALITA’ IN ETA’ GERIATRICA. Nella prima parte “Sessuologia Clinica: aspetti biologici” viene fornita una panoramica sull’evoluzione della sessualità nell’individuo dal suo concepimento all’età matura.

La seconda parte “Amore, sesso e sentimenti lungo il ciclo della vita. Uno sguardo sulla sessualità” si focalizza sulla sfera affettiva e sessuale nella terza età con particolare riferimento alla gestione della sessualità attiva degli ospiti delle case di riposo.

Sessuologia Clinica: aspetti biologici.

Definizione di sessualità

Iniziamo dando alcune definizioni della sessualità’ partendo da quella data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità:

La sessualità è un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita e comprende il sesso l’identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione

(Definizione O.M.S.)

Un’alta definizione che mi pace particolarmente descrive la sessualità come:

Non solo genitalità ma complesso dei comportamenti, dei sentimenti e delle emozioni, dei valori e dei giudizi, degli stereotipi e dei pregiudizi, dei costume e delle norme culturali e giuridiche concernenti la relazione uomo-donna, i ruoli sessuali, la costituzione della famiglia, la modalità di procreazione e di allevamento dei figli le relazioni non procreative e i tabù, i miti, le credenze, le superstizioni, espressione dei pensieri e delle emozioni latenti degli individui e dei popoli.

(R.Bernorio)

Da qui deduciamo che la sessualità umana raggruppa in se vari fattori:

  • Biologici,
  • Psicologici
  • Culturali
  • Sociali
  •  

e varie funzioni:

  • Riproduttiva (procreazione)
  • Ludica (Incentrata sul piacere che coinvolge tutti il corpo e tutti i sensi e non solo i genitali)
  • Relazionale (Esplorazione conoscenza e libera espressione reciproca delle emozioni)

Trasversalmente a ciò gioca un ruolo fondamentale l’identità sessuale, che vediamo qui definita da John William Money:

“Vissuto personale ed espressione manifesta del proprio stato di maschio o di femmina, con particolare riferimento agli organi genitali, alla riproduzione e al legame di coppia.” 

L’identità sessuale raggruppa:

  • Identità sessuale di genere: Rappresentazione intrapsichica che ognuno di noi ha di se, uomo o donna che sia, e soddisfazione o meno che ne deriva.
  • Identità sessuale di ruolo: Vissuto dal proprio ruolo sociale, maschio o femmina.
  • Identità sessuale di meta: il genere verso cui è orientato il proprio desiderio o la meta sessuale.

Soffermandosi sull’aspetto biologico della sessualità possiamo affermare che per ottenere una buona funzionalità devono essere efficienti i sistemi: nervoso, vascolare, ormonale, metabolico, muscolo-scheletrico e uro-genitale; tutto in nostro organismo è coinvolto nella nostra sfera sessuale.

La sessualità nelle varie fasi della vita

Ogni individuo è da subito, dal suo concepimento è un essere sessuato: dalla nascita alla morte indossiamo un abito sessuato”

(M.Anzil)

Vediamo ora, come la sessualità è protagonista e si declina in tutte le fasi della nostra vita.

Genesi della sessualità

La nostra identità sessuale si forma già a livello dell’incontro cromosomico e nei nove mesi successivi quando si concretizza la differenziazione sessuale, maschio-femmina, attraverso le fasi:

  • Sesso cromosomico: Si determina al momento stesso del concepimento attraverso i cromosomi X e Y e successiva miosi.

X X =  Femmina        X Y =Maschio

  • Sesso gonadico: verso la settima settimana di vita embrionale, la gonade indifferenziata si trasforma in testicolo se è presente il cromosoma Y oppure in ovaio in sua assenza.
  • Sesso ormonale: successivamente dalle gonadi vengono prodotti ormoni testicolari androgeni, che condizionano una differenziazione maschile oppure ormoni ovarici estrogeni irrilevanti per la differenziazione anatomica.

Si determina quindi, il sesso anatomico genitale interno e esterno da cui deriva il sesso anagrafico.

Sessualità Infantile

La nascita’ del bambino lo proietta subito in una nuova fase: L’infanzia

Nonostante il pensiero comune per cui i bambini fossero degli angeli puri e innocenti da non contaminare parlando di sessualità, S. Freud, già nel 1905 nel il suo saggio “La sessualità infantile”, scrive:

“E’ opinione popolare, a proposito della pulsione sessuale, che essa manchi nell’infanzia e che si risveglio soltanto nel periodo della vita che va sotto il nome di pubertà” (nota aggiunta nel 1914).

Freud individuò delle tappe dello sviluppo psico-sessuale definendone le caratteristiche e gli apporti per la sua costruzione e crescita.

Il bambino, nelle fasi Freudiane, si concentra in successione su diversi parti del suo corpo:

  • Fase orale: (0-18 mesi) la bocca è l’organo preminente. Il piacere della suzione si assomma alla sollecitazione di labbra, palato, lingua e al contatto fisico con la madre, coinvolgendo tutti i sensi.
  •  
  • Fase anale: (18-36 mesi) : Nella fase dell’educazione al vasino , il bambino scopre il potere di accontentare o meno il genitore. Erotizzazione della soddisfazione di un bisogno.
  • Fase fallica: (3-6 anni): Il bambino esplora il proprio corpo e scopre la differenza tra maschio e femmina. Sollecitando i genitali esplora il piacere che ne deriva, il senso di appagamento e lo sciogliersi delle tensioni.

Nella fase fallica si manifestano i complessi di Edipo ed Elettra: Periodo in cui il bambino prova emozioni molto intense e contrastanti verso i genitori come amore, odio, gelosia, rivalità e sensi di colpa.

In questo periodo il è pervaso da un desiderio inconscio di avere un rapporto sessuale con i propri genitori.

Siamo in una fase estremamente complessa che richiederebbe un approfondimento articolato che non tratteremo in questo mio intervento.

  • Fase di latenza (5-6 anni): La fase edipica termina intorno ai cinque anni e ha inizio la fase così detta di latenza dove il bambino mette da parte le pulsioni sessuali, la libido è dormiente e si indirizza verso nuove mete come studio, gioco, amicizia ecc…
  • Fase genitale: Quinta ed ultima fase dello sviluppo psico sessuale del bambino.

Questa fase ha inizio con la pubertà (7-8 anni) e si protrae poi per tutta la vita dell’individuo, dove la sua libido sarà di nuovo concentrata sulle zone erogene.

Sessualità nell’adolescenza

Tra l’ottavo e il decimo anno di vita ha inizio la pubertà, dove, sul piano biologico si assiste alla comparsa dei caratteri sessuali secondari: peli del pube e ascelle, crescita del seno, mestruazione nelle femmine, sviluppo del volume testicolare, voce più profonda e comparsa della barba nei maschi.

Siamo di fronte alla trasformazione biologica dell’infanzia alla maturità sessuale attraverso l’evoluzione psico-emotiva e psico-sessuale.

Il corpo del bambino diviene un corpo adulto capace di riprodursi producendo autonomamente i propri ormoni sessuali.

L’influsso degli ormoni fa sì che si “trasformano non solo le strutture, ma anche le forme di comunicazione tra le diverse aree del cervello” (E Crone 2012).

Siamo in una fase di grande vulnerabilità per l’identità sessuale e emotiva sia nei maschi che nelle femmine dove si verificano rapidi passaggi di stati emotivi e dove il sistema emotivo non è ancora in equilibrio con quello razionale.

L’adolescente potrebbe percepire il divario tra il se’ idealizzato attraverso i modelli mediatici e il se’ percepito e sentirsi esteticamente inadeguato. (Pene piccolo, bicipiti assenti, seno, piccolo, gambe grosse, ecc.).

Potrebbe provare un senso di insicurezza circa la sua adeguatezza ad espletare la funzionalità sessuale (durata del rapporto, piacere da dare e ricevere, ecc.)

Se l’ansia che ne deriva è elevata potrebbero insorgere problemi disfunzionali legati ad erezione e eiaculazione, nei maschi e dispareunia o anorgasmia, nelle femmine; va specificato che in questa fase di trasformazione, ogni riferimento diagnostico e molto relativo.

In questo contesto si evince ancora una volta l’impossibilità di parlare di sessualità unicamente da punto di vista biologico senza tenere conto dei molteplici fattori che la influenzano.

Ci sono poi una serie di potenziali cause meramente anatomo-fisiologiche, come:

  • Frenulo corto, fimosi, pene curvo congenito, ecc. nell’uomo
  • Imene ipertrofico, fimosi clitoridea ecc. nella donna

 che potrebbero cagionare le disfunzioni sopra citate di cui lascerei  un eventuale approfondimento agli specialisti andrologi e ginecologi.

Sessualità nell’età adulta

Nell’adulto la sessualità è parte integrante della vita bio-psico-sociale. 

Anche qui l’aspetto biologico è solo una parte del complesso intreccio di elementi che la costituiscono.

Ogni società ha definito dei codici di comportamento, valori e miti rispetto ai quali si sono costruiti dei canoni di normalità/anormalità, salute/patologia.

Lo studio della fisiologia della risposta sessuale inizia solo nel XX secolo con i modelli di Henry Ellis (1906) con “Studies in the psicology of sex”,

Alfred Kinsey (1947) con la fondazione dell’ “Istituto Kinsey per le ricerche sul sesso, genere e riproduzione”, che promuove ricerche interdisciplinari sul campo della sessualità umana , William Masters e Virginia Johnson (1966), che redarono il primo studio approfondito sulla fisiologia sessuale umana esaminando, nel corso di 11 anni, oltre diecimila atti sessuali compiuti da circa 700 volontari, per poi evolversi nel quadro definito da Hellen Kaplan (1979) che elabora il modello trifasico della risposta sessuale:

DESIDERIO – ECCITAZIONE –ORGASMO.

Il DSM IV determina la disfunzione sessuale come il deterioramento di uno di questi stadi.

L’aver definito un criterio di NORMALITA’ della risposta sessuale nell’oggettività’ delle reazioni biologiche ha permesso di definire la gamma di disfunzioni sessuali.

Tuttavia molti autori hanno finito col relativizzare la soglia di definizione della “disfunzione” introducendo il concetto di SODDIFAZIONE SOGGETTIVA.

Uno sondaggio effettuato a Pittsburgh nel 1978 da Frank Anderson e Rubistain, su un campione di 100 coppie (in maggioranza bianchi, di buon livello culturale e felicemente sposati) riporta:

L’80% del campione dichiara di avere relazioni sessuali soddisfacenti sebbene:

  • il 40% dei maschi riportasse problemi di erezione o nell’orgasmo
  • il 63% delle femmine riportasse problemi di eccitazione o dell’orgasmo.

Si può essere soddisfatti, quindi, pur avendo un funzionalità inferiore a quella comunemente definita “normale”.

Il disturbo sessuale può quindi definirsi come “una manifestazione cognitiva e comportamentale che è considerata sgradevole dal soggetto stesso e che tende a auto mantenersi” (Fenelli-Loranzini,1991)

L’esperienza è sgradevole in termini emotivi (ansia, rabbia, ecc.) e tende a crearsi un circolo vizioso in cui le valutazioni rinforzano il sintomo stesso.

Menopausa – Andropausa

Intorno ai cinquant’anni interviene un altro profondo mutamento nella donna: La menopausa che consta nella scomparsa della capacità procreativa.

La riduzione della produzione di estrogeni da parte delle ovaie causa alcune modificazioni fisiologiche che possono avere effetti sulla sessualità della donna.

  • Si riduce l’elasticità e il volume dei genitali esterni, si assottiglia la mucosa, diminuisce la lubrificazione e si modifica il Ph passando da acido ad alcalino.
  • Tutto ciò può produrre irritazione e prurito a livello vulvare.
  • Durante la penetrazione possono verificarsi del micro lesioni che possono indurre dispareunia o infezioni a livello di uretra e vescica con conseguente diminuzione della risposta orgasmica anche se a livello clitorideo non vi sono importanti cambiamenti.
  • Il pavimento pelvico perde la sua tonicità.
  • L’abbassamento di estrogeni può interferire con l’umore e diminuire il desiderio.

Va detto, tuttavia, che la menopausa non è una malattia anche se può essere utile affrontare questa delicata fase con il supporto di specialisti: ginecologo, sessuologo, psicologo o specialista nella riabilitazione del pavimento pelvico.

Coloro che hanno una regolare attività sessuale in menopausa posso avere dei rilevanti benefici derivanti da uno stimolo alla vascolarizzazione, una migliore tonicità del pavimento pelvico e un migliore umore.

Anche l’uomo, intorno ai 50-60 anni, va incontro ad alcune modificazioni fisiologiche che coinvolgono la sua sessualità.

  • Vi è una riduzione del volume e densità dei testicoli.
  • Potrebbe verificarsi una graduale riduzione del livello di testosterone.
  • Si verifica una perdita di elasticità dei tessuto del pene.
  • Serve maggior tempo per raggiungere l’erezione e vi è la necessita di stimoli maggiori, anche diretti.
  • La contrazione sessuale durante l’orgasmo diminuisce.
  • Aumenta il tempo refrattario tra un orgasmo e il successivo.
  • Potrebbe esserci una diminuzione del desiderio sessuale.

Recentemente, questa fase di cambiamento nell’uomo viene definita andropausa per assimilarla alla menopausa nella donna.

La differenza fondamentale sta’ nel fatto che la menopausa pone fine alla capacità procreativa nella donna mentre nell’uomo l’andropausa non la impatta assolutamente; comunque vengono prodotti spermatozoi con capacità di fecondare.

Questa breve panoramica dell’evoluzione sessuale nei sui aspetti fisiologici, può concludersi con la constatazione che non vi sono successivi eventi per cui può definirsi chiusa la vita sessuale ne’ dell’uomo ne’ della donna.

Infatti l’OMS afferma che “La sessualità costituisce un aspetto centrale dell’esistenza umana nell’arco dell’intera vita…

Con l’invecchiamento, sebbene con tempi ed entità che variano da individuo a individuo, si verificano delle modificazioni del corpo che tuttavia non impediscono ad una persona sana di avere una vita sessuale percepita come soddisfacente.

Ci sarà un diverso atteggiamento, non più rivolto verso una sfera riproduttiva o prestazionale, ma caratterizzato dalla ricerca della affettività che rende appagante anche i rapporti in età più avanzata.

Amore, sesso e sentimenti lungo il ciclo della vita.

Uno sguardo sulla sessualità.

Riferendoci di nuovo alla definizione della sessualità di R.Bernorio

“Non solo genitalità ma complesso dei comportamenti, dei sentimenti e delle emozioni….

andiamo a discutere di Amore, Sesso e Sentimenti.

Nel contesto in cui si svolge questo mio intervento, è quanto mai opportuno focalizzarsi sulla sempre più sentita tematica del rapporto con il sesso nell’età matura e nella vecchiaia.

Gli anziano fanno sesso!

I preconcetti culturali vogliono vedere l’uomo e la donna, ad un certo punto della loro vita, privi di qualsiasi stimolo sessuale, mentre, come dicevamo, nulla di biologico vieta all’anziano ben disposto, di desiderare e esercitare una soddisfacente attività sessuale.

 “Quanto sbagliano gli uomini nel pensare che si smette di innamorarsi quando si invecchi, senza sapere che si invecchia quando si smetta di innamorarsi

(Gabriel Garcia Marquez)

Le statistiche ci dicono che mentre sono in calo i matrimoni tra giovani, sono in aumento quelli tra gli ultrasettantenni.

E’ pur vero che non tutti gli anziani sono interessati a mantenersi sessualmente attivi in quanto possono sentirsi limitati dalle condizioni di salute precarie ma anche da questioni culturali: anche gli anziani sani possono interiorizzare lo stereotipo negativo che li vede privi di sessualità o sentirsi allontanati dal timore di incarnare la figura del “vecchio sporcaccione” o della “vecchia viziosa”.

L’anziano sano, sebbene non ritrovi più in se il vigore di un tempo dà la priorità ad alcuni fattori della dimensione sessuale e affettiva che probabilmente, in età più giovane, non rappresentavano l’aspetto più importante.

Il calo prestazionale può essere ampliamente compensato da un contatto fisico prevalentemente orientato all’affettività e alla tenerezza.

Il desiderare e sentirsi desiderati da all’anziano una forte spinta positiva e un’iniezione di autostima.

Con l’allungamento dell’aspettativa di vita, la dimensione sessuale nell’anziano cresce di rilevanza nella sessuologia se non altro per il fatto che aumenta il numero degli individui anziani con una vita sessuale attiva.

Il rapporto del CENSIS del 2000 “I COMPORTAMENTI SESSUALI DEGLI ITALIANI  –  FALSI MITI E NORMALITA’ “ ci dice:

Dai dati emerge con chiarezza il prolungamento della vita sessuale verso età insospettate, infatti, il 39.1% delle persone con età compresa tra 71 e 80 anni e il 73.4% di età compresa tra 61 e 70 anni dichiara di avere una vita sessualmente attiva.

Si tratta di indicazioni che esplicitano il passaggio verso una dimensione diversa della sessualità nella terza età, una nuova normalità concreta vissuta con piena consapevolezza e soddisfazione, testimoniata dal fatto che una netta maggioranza di intervistati appartenenti delle due classi di età più anziane giudica soddisfacente e di buon livello la propria vita sessuale.

Infatti, il 70.4% tra 71 e 80 anni e l’82% dei 61-70enni hanno definito ottima o buona la loro vita sessuale.”

Possiamo affermare quindi che negli anziani, è ancora più presente il concetto di soddisfazione soggettiva che abbiamo visto precedentemente parlando degli adulti più giovani.

Il Bisogno di affettività e di sessualità nell’anziano

I dati statistici quindi, ci dicono che gli anziani sono, nei fatti, dei soggetti sessualmente attivi e che seguendo la trasformazione culturale della nostra società lo saranno sempre di più.

L’invecchiamento modifica, oltre al nostro corpo, anche il nostro ruolo all’interno della società: il nostro ruolo nella famiglia, quello nel lavoro e capita che si alteri il livello di autostima e di autorealizzazione.

Si esce da alcuni contesti a cui si apparteneva con una conseguente sensazione di frustrazione e perdita di sicurezza.

L’anziano che ha l’opportunità di avere una vita affettiva appagante e una sessualità attiva potrebbe colmare alcune di queste lacune.

Ho pensato che l’utilizzo della piramide dei bisogni di Maslow potrebbe aiutarci a comprendere quali aspetti potrebbero venire meno e come affettività e sessualità potrebbero compensarli o, addirittura ristabilirli.

BISOGNOBISOGNI NON SODDISFATTIINFLUENZA DELLA SESSUALITA’
FISIOLOGIA RESPIRO, ALIMENTAZIONE, SESSO, SONNO, OMEOSTASIRispetto all’adulto giovane, viene meno solo la funzione procreativaAbbiamo visto che dal punto di vista fisiologico non c’è nulla che impedisca ad un soggetto anziano sano, di avere una vita sessuale soddisfacente.  
SICUREZZA SICUREZZA FISICA, OCCUPAZIONALE, MENTALE, FAMILIARE, DI SALUTE DI PROPRIETA’Sicurezza della prestazione fisica Sicurezza del ruolo familiare deteriorato  L’essere sessualmente attivo, fa sì che l’anziano si percepisca come fisicamente più sano e sentimentalmente coinvolto. In particolare, nella casa di riposo, avere una relazione, può infondere un senso di sicurezza e tranquillità.  
APPARTENENZA AMICIZIA, AFFETTO FAMILIARE, INTIMITA’ SESSUALEL’anziano, col termine dell’attività lavorativa e in particolar modo se viene ricoverato in una casa di riposo, non ha molte opportunità di mantenere o creare nuovi rapporti di amicizia; sente il bisogno, quindi, di ricercare nuove esperienze affettive. E’ probabile che anche l’affettività familiare sia compromessa: il coniuge potrebbe essere malato o deceduto e i figli si allontanano. Col passare degli anni perde il ruolo attivo nella famiglia che aveva un tempo.Con la nuova relazione potrebbe ricrearsi una nuova dimensione di appartenenza, specialmente in casa di riposo L’intimità sessuale concorre a soddisfare i bisogno di appartenenza  
STIMA AUTOSTIMA, AUTOCONTROLLO, REALIZZAZIONE, RISPETTO  Vede sfiorire il suo corpo e la sua prestanza fisica e non si sente più attraente. (Specialmente per le donne). Potrebbe sentirsi impotente e percepire il tempo che sfugge da suo controllo. Se in gioventù era attivo e rispettato ora non si sente realizzato. Questo comporta un calo della autostima.  Stima: Sentirsi ancora attraente Autocontrollo: La relazione lo abilita a esercitare un controllo rispetto alle proprie scelte facendolo sentire vivo e protagonista. Realizzazione: Si sente stimato dal prossimo in quanto ha la capacità di avere un rapporto affettivo.  
AUTOREALIZZAZIONE MORALITA’, CREATIVITA’ ACCETTAZIONE, PROBLEM SOLVING, ASSENZADI PREGIUDIZI.L’anziano potrebbe sentirsi bloccato dalle pressioni, della moralità e dai pregiudizi della gente, che lo vorrebbe tranquillo e addirittura ubbidiente.Aver superato i pregiudizi altrui generati da una falsa moralità costruendo un percorso individuale, conferisce un senso di valore di se’.  L’espressione di sentimenti e gestione delle emozioni nella relazione soddisfano il bisogno di creatività. Il sentirsi desiderato, quindi accettato, fa superare all’anziano la frustrazione derivante dalle imperfezione del suo corpo causata dall’invecchiamento.    

Possiamo concludere che essere attivi sentimentalmente e sessualmente soddisfa l’anziano a tutti i livelli della gerarchia dei bisogni di Maslow.

Esiste un aspetto frustrante che caratterizza le vecchiaia: a differenza dell’infanzia e dell’adolescenza non precede altre fasi ma annuncia la fine dell’esistenza. La percezione del tempo residuo si accorcia e si inizia a vivere nel passato; possono seguire perdita di interesse e depressione.

Una nuova relazione può essere un ottima medicina per questo stato d’animo: riporta l’anziano nel presente restituendogli la capacità di provare emozioni, addirittura proiettandolo nel futuro con le sue fantasie.

Sesso a settant’anni: non solo le “Star”

Sempre più spesso il tema della sessualità degli anziani è affrontato nel cinema e nella letteratura.

Citiamo i film “Settimo cielo, “Oggi e già domani” e il recentissimo “Le nostre anime di notte” con Jane Fonda e Robert Redford, che si sofferma sulle emozioni, sulle delicatezza di due solitudini che si incontrano e si fanno compagnia.

L’avere una sessualità attiva non è prerogativa solo dei VIP che nelle interviste dichiarano di avere una vita sessuale felice e che testimoniano che il sesso sia una parte irrinunciabile della loro vita di ultra settantenni, ma è una realtà diffusa e consolidata a tutti i livelli.

Nel libro “L’amore a settant’anni” Vanna Vannuccini” racconta e analizza una serie di storie di amore e sesso tra anziani di tutti gli strati sociali e di tutti i livelli culturali.

Troviamo storie di donne che nel passato avevano una vita sentimentale ottimale perché molto belle e ambite, che hanno sofferto vedendo sfiorire il loro corpo e il deteriorarsi della loro vita sessuale, che ad un certo punto incontrando una persona con cui riaccendere l’amore e il piacere sessuale.

Ormai non sanno star più lontani l’uno dall’altra, dicono in coro…..Ormai hanno rispettivamente ottantasei e ottantaquattro anni. E un unico rammarico: Se solo avessimo dieci anni di meno

Altre donne, invece, che nel passato hanno avuto pochissime soddisfazioni sul piano affettivo e sessuale, trovano in tarda età un amore intense, che accende il fuoco dentro.

“Domenica era diventata un’altra. Si pettinava con cura. Non metteva più i soliti abiti scuri, portava vestagliette leggere, camicette e golfini di colori vivaci. Aveva sempre il sorriso sulle labbra, mostrava orgogliosa i pochi denti che le restavano.”

Addirittura è raccontata la storia di una ottantenne tedesca che ha raccontato a sua volta in un libro in modo esplicito i dettagli dei sui incontri con diversi uomini e le fantasie erotiche inventati non lasciando nulla all’immaginazione.

Da diverse storie raccontante nel libro emerge che alcune volte le nuove relazioni in età avanzata, non solo fanno riscoprire il piacere del passato ma inducono emozioni e piacere mai provati prima.

Elisa: “Non avevo mai fatto l’amore cosi, per me fu una rivelazione. Provai emozioni mai conosciute e incredibilmente –io che ho sempre paure al mare di mostrare le braccia avvizzite o le cosce flaccide -non mi sentivo a disagio col mio corpo.”

Il mensile online russo Domoscop, nell’edizione del marzo 2015 pubblica l’artocolo: Secondi matrimoni tra anziani di N.A. Buchalova in cui si raccolgono diverse testimonianze di relazioni nate tra anziani alcune delle quali sbocciate in casa di riposo.

L’articolo propone un intervista a un’anziana signora che racconta che essendo piuttosto acciaccata non pensava minimamente di cercare una relazione.

Era sola e aveva perso la voglia di cambiarsi i vestiti e non usciva per giorno fuori casa.

Una volta entrata in casa di riposo ha incontrato un uomo che le dedicava delle piacevoli attenzioni: un fiore colto dall’aiuola della casa di ricovero, un cioccolatino.

La donna racconta che questo incontro le ha cambiato la vita e che l’ha fatta sentire come una ragazzina.

Opportunità di incontro

Nell’era digitale gli anziano hanno a disposizione una serie di strumenti per comunicare e conoscere persone.

Sebbene scarseggino le statistiche relative all’utilizzo dei social da parte degli ultra-settantenni in Italia, è dato in costante aumento dell’utilizzo da parte di utenti con età maggiore di 56 anni.

Nel rapporto dell’ISTAT del 18 dicembre del 2014 “CITTADINI E NUOVE TECNOLOGIE”, si rileva che il 12.1% degli ultra-sessantacinquenni utilizza internet tutti i giorni.

Sono quindi sempre più numerosi coloro che hanno a disposizione mezzi innovativi per fare nuove conoscenze e incontri: Facebook, Twitter, siti di incontri dedicati alla terza età, chat line, ecc.

Internet offre anche all’anziano un finestra sul mondo che lo mantiene informato sulle tendenze culturali e sociali e lo può slegare dai pregiudizi e i tabù inerenti alla sfera sessuale.

Le modalità prevalenti di incontro rimangono comunque quelle tradizionali che non richiedono l’ausilio di nuove tecnologie.

Esistono associazioni che organizzano gite e viaggi per anziani, i classici circoli sociali dove si gioca a carte e si balla, ma molto spesso le relazione nascono tra persone che si incontrano in luoghi come in coda dal medico o al cimitero dove si reca per trovare il coniuge defunto.

In questi frangenti l’atmosfera di condivisione di emozioni e del dolore può fare da catalizzatore all’insorgere di una relazione affettiva e sessuale.

La casa di riposo è uno di questi luoghi in cui il carico emotivo è intenso e non manca certo il tempo per stare a contatto con altre persone e condividere i ricordi e le emozioni.

La sessualità all’interno della casa di riposo

Facciamo un breve riepilogo di quanto abbiamo detto finora.

Sappiamo che non c’è nulla di fisiologico che impedisca ad un anziano sano di fare sesso.

Abbiamo visto che le statistiche ci dicono che gli anziani sono in maggioranza soddisfatti della loro vita sessuale anche quando il livello prestazione è al di sotto degli standard di un tempo; avviene un riequilibrio delle loro aspettative e una focalizzazione verso l’affetto e la tenerezza.

Ricercando cosa spinge gli anziani a scegliere di avere delle relazioni abbiamo constatato che la sessualità attiva soddisfa tutti i livelli della gerarchia dei bisogni dell’uomo.

Abbiamo visto che cresce esponenzialmente il numero di anziani attivi sui social network e parimenti di quelli che fruiscono in modo continuativo di internet e che quindi possono sfruttare le opportunità di incontro che possono trovare in rete.

Ripartiamo ora dal tema degli incontri e delle relazioni nelle case di riposo.

Spesso un anziano considera l’ingresso in una casa di riposo in modo negativo; benché ne possa riconoscere l’opportunità da un punto visto razionale, dal punto di vista emotivo lo vive come un evento drammatico non riconoscendolo come una sua scelta.

L’ospite della casa di riposo che prova interesse verso una persona o ha una relazione sarà, più propenso a considerare il suo stato di ricoverato in modo diverso. Percepirà la struttura non più come un ambiente estraneo ma come un luogo in cui ha degli interessi e a cui egli appartiene e dove esercita la scelta di intraprendere una nuova relazione.

Indirizzare le sue attenzioni verso una persona in quel luogo lo riabilita dal punto di vista della capacità di prendere delle decisioni da protagonista soddisfando, riallacciandoci a Maslow, il suo bisogno di autorealizzazione.

Abbiamo visto che l’attività sessuale in terza età è salutare, piacevole e da incoraggiare, ma non vi è dubbio che la gestione all’interno di una struttura di ricovero dei risvolti etici e pratici che questa comporta non è ne’ banale ne’ facile.

Il bisogno di intimità delle coppie, la preoccupazione degli ospiti e dei parenti che temono che essi stessi o i loro cari possano essere oggetto di atti irrispettosi, la incapacità di mantenere autocontrollo di soggetti affetti da demenza, sono tutti aspetti che implicano potenziali problemi a chi dirige e gestisce la struttura.

Senza addentrarsi in una discussione sulla modalità di gestione di un istituto di ricovero per anziani, che non ci competono, possiamo affermare il tema è aperto ed è dibattuto in tutto il mondo.

Vengono pubblicati studi internazionali sull’argomento e alcune strutture si sono dotate di protocolli specifici per la regolamentazione degli incontri tra ospiti che hanno una relazione.

E’ il caso della Hebrew Home a Riverdale nello stato di New York che nel 1995 ha affrontato il problema del sesso all’interno della struttura.

Un infermiera a sorpreso due ospiti della casa di riposo mentre facevano sesso in una camera e ha chiesto istruzione al direttore, il quale alla domanda “che cosa devo fare?” ha risposto “esci in punta di piedi e chiudi la porta dietro di te”.

In seguito a quell’episodio la Hebrew Home ha rivisto il suo regolamento adattandolo alle esigenze degli ospiti e fornendo un supporto sessuologico e medico per aiutarli a vivere al meglio le loro relazioni.

Il direttore della Hebrew Home ha commentato così questa scelta:

Con la vecchiaia tutto se ne va: la vista, l’udito, la capacità di muoversi autonomamente e persino gli amici. Perché l’intimità dovrebbe fare lo stesso? E se un po’ di intimità porta al sesso, così sia

Il nuovo approccio è stato codificato nel  POLICIES AND PROCEDURES CONCERNING SEXUAL EXPRESSION AT THE HEBREW HOME AT RIVERDALE che dopo aver stabilito che nessun atto sessuale può coinvolgere:

  1. atti non consensuali
  2. atti con minori
  3. atti che potenzialmente possono implicare malattie sessualmente trasmissibili
  4. atti che possano impattare negativamente I residenti come effusioni in pubblico

Riconosce a coloro che hanno delle relazioni fisiche o cognitive i seguenti diritti:

  1. I residenti hanno il diritto di avere e cercare espressioni sessuali cosi come definite sopra.
  2. Le espressioni sessuali possono avvenire tra residenti e possono includere visitatori alle medesime condizioni sopra esposte
  3. I residenti hanno il diritto di richiedere e/o ottenere per uso privato del materiale con espliciti contenuti sessuali a patto che siano legali: libri, riviste, film, audio, immagini o disegni.
  4. Per quanto è possibile I residenti hanno il diritto ad accedere a luoghi private nella struttura per espletare le espressioni sessuali.
  5. I residenti hanno il diritto di accedere a consulenze professionali circa le espressioni sessuali proprie o di altri.

Nel Nord Europa e negli Stati Uniti già negli anni ottanta, nascono i primo servizi di Assistenza Sessuale.

Si tratta di una figura professionale che dopo dei corsi di formazione si occupa di aiutare disabili e anziani che hanno delle pulsioni ad avere esperienze mediante il contatto fisico: abbracci, carezze e giochi erotici.

Sulla stampa e internet troviamo diverse testimonianze di case di riposo all’estero, che consentono o addirittura organizzano incontri tra i propri ospiti e degli assistenti sessuali.

In Italia, per questioni culturali, questo è ancora un argomento controverso.

La sessualità in soggetti con malattie neuro-degenerative.

Nelle persone affette da malattie neuro-degenerative, anche dette Demenze Senili (malattia di Alzheimer, demenza vasc`olare, morbo di Pick, degenerazione temporale frontale) che determinano una riduzione delle facoltà cognitive, a volte possono insorgere comportamenti sessuali che possono essere sconvolgenti per gli altri.

Queste persone possono risultare sgradevoli a coloro che li circondano. I figli si sentono in imbarazzo il coniuge può sentirsi infastidito dalle richieste sessuali a lui rivolte o possono subentrare delle gelosie se le richieste sessuali sono rivolte ad altri che a loro volta possono essere inconsapevoli della situazione e infastidirsi.

Sarebbe auspicabile che gli operatori che si prendono cura di questi pazienti si ricordassero che il comportamento di tipo sessuale esprime il bisogno di contatto fisico e di intimità ma avendo il paziente subito un danno alle cellule celebrali con conseguente alterazione del comportamento per alterazione della capacità di giudizio di inibizione, non è in grado di distinguere ciò che è accettabile da quello che non lo è.

Certi comportamenti considerati non accettabili possono essere l’unico modo in quel frangente di esprimere il proprio bisogno di intimità e contatto umano oppure il suo stato di disagio, solitudine o noia.

Mi rendo conto che non esiste un approccio sempre efficace e potrebbe avere più senso un approccio interdisciplinare valutato caso per caso.

Essere troppo duri e provocargli vergogna non porterebbe nessun vantaggio, anzi gli si provocherebbe uno stato di frustrazione che potrebbe provocare reazioni di agitazione o aggressività’.