Il senso di colpa: bussola o catena?
C’è un momento, nella vita di tutti, in cui il senso di colpa bussa alla porta. A volte entra educatamente, ci ricorda un errore, ci invita a riparare. Altre volte, invece, si piazza sul divano come un ospite invadente, non paga mai l’affitto e continua a criticarci per ogni dettaglio.
Ma che cos’è davvero la colpa, vista con lo sguardo della psicoterapia sistemica relazionale?
Colpa reale: la bussola che orienta
La colpa reale è come una bussola interiore: ci segnala quando abbiamo fatto qualcosa che ha danneggiato qualcun altro o noi stessi. È la voce che ci dice “hai sbagliato strada, prova a tornare indietro”. In questo senso, la colpa è utile, persino sana: ci permette di riconoscere i nostri limiti, di chiedere scusa, di riparare. Senza questa bussola, rischieremmo di perderci nella selva delle relazioni umane.
Colpa appresa: la catena invisibile
Diverso è il discorso della colpa appresa. Questa non nasce da ciò che facciamo, ma da ciò che ci è stato insegnato a sentire. È il retaggio delle aspettative familiari, dei “non si fa”, dei “bravo se ti comporti così” che diventano un copione silenzioso. È una catena invisibile che stringe senza che ce ne accorgiamo, spingendoci a chiedere scusa anche quando non c’è nulla da riparare.
Quante volte ti sei sentito in colpa non perché hai sbagliato, ma perché non hai corrisposto alle attese di qualcun altro?
Porto alcuni esempi:
- Senso di colpa per eccesso di responsabilità: Sentirsi responsabile della felicità degli altri, come delle emozioni negative dei propri cari.
- Senso di colpa del sopravvissuto: Senso di colpa verso coloro che sono morti se sei sopravvissuto a una situazione pericolosa, o verso il tuo successo e benessere.
- Senso di colpa da separazione: Senso di colpa verso i tuoi genitori quando inizi a vivere da solo e prendi decisioni diverse dalle loro aspettative.
- Senso di colpa per il potenziale inespresso: rammarico di non aver realizzato il proprio potenziale, di non aver vissuto la vita come si desiderava.
- Senso di colpa come aggressività nascosta: rabbia che a una persona è stato proibito di esprimere, rivolta verso l’interno.
Il paradosso della colpa
Il paradosso è che la colpa reale può renderci liberi — perché ci porta a cambiare e a crescere — mentre la colpa appresa ci imprigiona, costringendoci a vivere secondo regole che non sempre sono le nostre.
In terapia sistemica relazionale, il lavoro spesso consiste nel distinguere questi due volti della colpa:
- Dove sei tu davvero responsabile?
- E dove invece stai portando sulle spalle un peso che non ti appartiene?
Una domanda per chi legge
Se il senso di colpa fosse un personaggio della tua vita, sarebbe un alleato che ti indica la rotta o un carceriere che ti tiene chiuso in cella?
Forse il primo passo per liberarsi non è smettere di sentirsi in colpa, ma imparare a riconoscere quale colpa è tua e quale invece hai ereditato.
Se non riesci a trovare la risposta, se non riesci a farcela da solo, la psicoterapia può essere d’aiuto.
Articoli correlati : clicca qui
Per approfondire: clicca qui

